tradimenti
Il barista
13.04.2026 |
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Attraversò la suite con passo sicuro, come se mi stesse portando nella nostra camera da letto dopo una serata romantica..."
Io e Alex siamo sposati da dodici anni e abbiamo sempre avuto una vita sessuale intensa, senza tabù: ci piace l’esibizionismo e a lui piace che altri uomini mi guardino. Alex aveva maturato l’idea di vedermi con un altro uomo, di “allargare il nostro letto” come diceva lui. Io mi eccitavo da morire ascoltandolo, ma, nonostante i miei 42 anni, la paura che la realtà fosse meno perfetta della fantasia mi aveva sempre frenata.
Fino a una vacanze in Alto Adige che ci eravamo concessi in un hotel di lusso tra le montagne. Era fine gennaio, le feste natalizie un ricordo, ed eravamo al bar all’ultimo piano: vista mozzafiato sulla valle illuminata, luci che brillavano nella notte, jazz in sottofondo.
Ad Alex piaceva che mi vestissi per farmi guardare ed ero in effetti piuttosto sexy quella sera e avevo attratto lo sguardo di diversi uomini. Indossavo un vestito nero aderente, scollato sulla schiena fino alla curva delle natiche, abbastanza corto da scoprire il bordo delle autoreggenti nere ogni volta che accavallavo le gambe.
Era quasi orario di chiusura, eravamo rimasti noi e Markus, il barista dell’hotel, sulla cinquantina, alto almeno un metro e novanta, spalle larghe e torace ampio. Capelli grigio-argentati pettinati all’indietro, barba corta e curata, occhi di un azzurro ghiaccio che sembravano trapassarmi.
Dal momento in cui ci siamo seduti, non mi aveva tolto gli occhi di dosso. Non era uno sguardo casuale, scendeva dal mio viso al collo, alla scollatura, alle gambe accavallate, e poi risaliva con calma, come se stesse già immaginando di spogliarmi. Durante la serata ogni volta che si muoveva dietro al bancone per preparare un drink, i suoi occhi tornavano su di me.
Sentivo il suo sguardo come una carezza calda e mi piaceva.
Alex se n’è accorto subito. Ha posato una mano sulla mia coscia e ha iniziato ad accarezzarmi, sapendo che Markus ci stava guardando.
Markus si è avvicinato per prendere l’ordine. La sua voce era profonda, calda, con quell’accento sudtirolese morbido che sembrava accarezzare ogni parola.
«tra poco il bar chiude, posso servirvi altro?» ha chiesto, ma i suoi occhi erano fissi nei miei.
“No grazie, per stasera può bastare” disse Alex.
«Si vede che siete una coppia molto unita.» disse Markus senza smettere di guardarmi.
«E che sapete godervi ogni momento.»
Alex ha sorriso, stringendo la mia coscia. «Sì, siamo venuti per rilassarci. E goderci la montagna fuori stagione”
Gli occhi di Markus sono scesi di nuovo sul décolleté. «Quel vestito ti sta benissimo, Anna.»
Ho sentito un brivido caldo tra le gambe sostenendo il suo sguardo senza abbassare gli occhi.
«Attento, Markus,» ho replicato. «Potresti distrarti dal lavoro.»
Lui rise mentre la mano di Alex sulla mia coscia mi accarezzava sotto il vestito. Io aprivo leggermente le gambe, a favore di Markus e lui non perdeva un dettaglio.
«Voi due avete qualcosa di speciale. Si vede che vi desiderate ancora da morire, e che vi piace spingervi oltre.» Il suo sguardo è sceso tra le mie gambe, poi è risalito. «E io non sono il tipo che si tira indietro quando vede una donna che vuole essere guardata così.»
Alex ha stretto la mia coscia con più forza, eccitatissimo.
Io sentivo la fica già bagnata.
Markus ha guardato l’orologio. Il bar stava per chiudere.
«Tra mezz’ora finisco il turno,» ha detto guardando Alex. «Se vi va, posso portare una bottiglia di grappa riserva nella vostra suite. Mi piacerebbe continuare questa conversazione in un posto più privato.»
Il cuore mi batteva fortissimo. Mi sono morsa il labbro, sentendo il desiderio pulsare tra le gambe.
«non sei certo timido,» ho risposto «Mi hai spogliata con gli occhi tutta la sera.»
“No, non sono timido, e nemmeno voi. Che ne dite della mia proposta ?”
“Che ne dici tesoro” mi chiese Alex.
“Ti aspettiamo in camera, suite 301”
«mezz’ora e vi raggiungo.»
In ascensore Alex mi ha spinta contro la parete e mi ha baciata con urgenza, le mani sotto il vestito. Sapevamo entrambi che quella notte il nostro sogno stava per diventare realtà e che Markus sarebbe stato esattamente ciò che avevamo immaginato.
Mezz’ora dopo bussarono alla porta.
Aprii e mi trovai davanti Markus era sulla soglia, bottiglia di grappa in una mano. Il suo sguardo mi scivolò addosso, come aveva fatto per tutta la sera al bar.
«Posso entrare?» chiese. «O vuoi farmi restare qui fuori a soffrire?»
Feci un passo di lato. Appena la porta si chiuse, l’aria nella suite divenne elettrica.
Markus posò la bottiglia e si voltò verso di me. I suoi occhi chiari mi percorsero con evidente apprezzamento: viso, collo, scollatura, curve del corpo.
«Cristo, Anna…» mormorò, facendo un passo verso di me. «Sei ancora più bella da vicino. Quel vestito ti fascia in un modo che mi ha fatto impazzire tutta la sera.»
Si fermò a pochi centimetri da me. Le sue mani grandi si posarono sui miei fianchi, scendendo lentamente a sfiorare la curva dei glutei.
«Alex, tua moglie ha un culo che fa venire voglia di inginocchiarsi per adorarlo. Al bar stavo impazzendo.»
Mi sentivo lusingata e quasi imbarazzata per i commenti di Markus.
«Queste tette, poi…» disse con voce quasi reverente, mentre le accarezzava con i pollici sopra il tessuto. «Sono spettacolari. Piene, alte, sode, la forma è perfetta. Sembrano scolpite.»
Strinse, soppesandole, con un sorriso di puro apprezzamento maschile sulle labbra.
«Hai un corpo da sogno. Vita stretta, gambe lunghe… e queste tette che sembrano fatte apposta per essere guardate. Sono onesto: non ne vedo di così belle da molto tempo.»
Si chinò e mi baciò il collo, le labbra sfioravano la pelle mentre continuava a parlare.
«E la pelle è così liscia. Mi eccita da morire vederti così, in piedi davanti a me»
Alex, dietro di me, mi baciava la spalla, lasciando che Markus continuasse ad adularmi.
«Togliti il vestito, Anna,» disse con tono calmo ma deciso, gli occhi che brillavano. «Voglio vedere il resto per capire quanto è fortunata tuo marito»
Feci un passo indietro e lasciai scivolare il vestito ai miei piedi, restando in reggiseno, slip e autoreggenti.
«Perfetta,» disse semplicemente.
E anche se sapevo di non essere perfetta, i suoi complimenti mi piacevano.
Markus mi guardò negli occhi e strinse di nuovo i seni con più decisione, i pollici che ruotavano sui capezzoli ormai duri.
«Sul serio, Anna. Sono ipnotiche. Potrei passarci ore solo a guardarle e toccarle.»
Fu in quel momento che sorrisi, sentendo un brivido di eccitazione e un pizzico di malizia.
«Ti piacciono così tanto?» chiesi con voce morbida, guardandolo negli occhi. «Sono contenta perché sono un regalo di mio marito. Me le ha regalate due anni fa. Per i miei quarant’anni»
“Volevo che mia moglie avesse un décolleté da sogno che la rendesse ancor più desiderabile” disse Alex
Markus si bloccò per un secondo, un sorriso gli illuminò il viso.
«Davvero?» disse, stringendole di nuovo con evidente piacere. “Allora devo proprio complimentarmi con te, Alex. Hai un gusto eccellente”
Alex rise dietro di me, eccitatissimo.
Markus mi prese il mento tra le dita e mi baciò profondamente. Quando si staccò, le sue mani erano ancora sui miei seni.
Markus emise un suono di apprezzamento, gli occhi che non si staccavano dal mio corpo.
«Alex, sei un uomo fortunato, e stasera siamo fortunati in due.»
Alex si era seduto sulla poltrona come se volesse godersi lo spettacolo. «Fai sentire ad Anna quanto la desideri, Markus»
Markus mi ha baciato. Un bacio pieno di desiderio, la sua lingua che esplorava la mia bocca con calma esperta. Mentre ci baciavamo, ha slacciato il reggiseno e ha preso i miei capezzoli tra le dita, pizzicandoli leggermente, facendomi sfuggire un gemito.
Poi è sceso con le labbra sul mio collo, sulla clavicola, fino ai seni. Li ha presi in bocca uno dopo l’altro, succhiando e mordicchiando. Io ho infilato le mani tra i suoi capelli e ho sussurrato: «Sì, così, mi piace.»
Alex: «Toglile gli slip, Markus. Voglio vedere quanto è bagnata per te.»
Markus si è inginocchiato davanti a me. Ha fatto scivolare gli slip lungo le gambe, poi ha avvicinato il viso alla mia fica. Ha inspirato il mio odore e ha mormorato: «Profumi di vaniglia.» Ha dato una lunga leccata lenta, dalla fessura fino al clitoride. «E hai un sapore ancora migliore.»
Markus mi guardò per un lungo istante, gli occhi chiari che brillavano di un desiderio ormai evidente. Senza dire una parola, mi prese in braccio con una facilità sorprendente. Un braccio sotto le ginocchia, l’altro dietro la schiena. Mi sollevò come se non pesassi nulla.
Istintivamente gli circondai il collo con le braccia. Sentii subito i suoi muscoli sotto la camicia. Le spalle larghe e le braccia forti che mi tenevano senza sforzo. Adoravo quella sensazione, mi sentivo protetta dalle sue braccia muscolose.
«Ecco… così,» mormorò contro il mio orecchio, la voce bassa. «Ti porto io, bellissima.»
Attraversò la suite con passo sicuro, come se mi stesse portando nella nostra camera da letto dopo una serata romantica. Mi teneva stretta al suo petto, il viso vicino al mio.
Mi posò delicatamente sul bordo del grande letto king size.
Dietro di noi, Alex era rimasto in piedi a pochi passi dal letto. Vidi che si era già slacciato i pantaloni e si accarezzava lentamente il cazzo duro, gli occhi fissi su di noi. L’espressione sul suo viso era un misto di eccitazione pura e amore profondo. Vedere un altro uomo che mi trattava con quella tenerezza lo stava facendo impazzire.
«Hai delle gambe bellissime,» mormorò, prendendomi delicatamente una caviglia. «E dei piedi così eleganti…»
Si portò il mio piede destro alla bocca e cominciò a baciarlo. Le labbra calde sfiorarono prima il dorso, poi scesero sulle dita. La sua lingua uscì, lenta e bagnata, leccando l’arco del piede con calma sensuale. Succhiò l’alluce, poi passò all’altro dito, assaporandomi senza fretta.
Un brivido mi attraversò dalla punta dei piedi fino alla nuca. Era una sensazione stranamente intima per essere provocata da un estraneo.
Markus continuò a leccare e baciare, risalendo con la bocca lungo il polpaccio. La lingua tracciava linee umide sulla pelle, mordicchiando piano l’interno della coscia mentre saliva.
Quando arrivò all’interno delle cosce, il suo respiro caldo mi fece tremare. Aprì le mie gambe con le mani grandi e si fermò un attimo a guardare la mia fica già bagnata, gonfia di desiderio.
«Guarda come sei bella qui…» sussurrò.
Si chinò e passò la lingua piatta lungo tutta la mia fessura, in una lunga leccata lenta dal basso verso l’alto. Gemetti, inarcando la schiena. Markus sorrise contro la mia pelle e cominciò a leccarmi con più intensità: lingua larga sulla fica, poi punta sul clitoride, succhiando e alternando movimenti lenti e veloci.
Ero già fradicia. I miei umori gli bagnavano la barba corta mentre lui continuava a divorarmi con calma vorace.
Alex, in piedi accanto al letto, si stava godendo lo spettacolo. Aveva tirato fuori il cazzo duro e si accarezzava lentamente, gli occhi fissi sulla bocca di Markus tra le mie gambe.
«Cazzo… quanto sei bella mentre ti fai leccare,» disse con voce eccitata. «Goditela, amore.»
Salì sul letto, si avvicinò alla mia bocca e mi offrì il suo cazzo. Lo presi in bocca, succhiandolo mentre Markus continuava a leccarmi la fica con maestria.
Markus alzò lo sguardo su di noi, gli occhi scuri di piacere. Si staccò per un attimo dalla mia fica lucida e si alzò in piedi. Si slacciò i pantaloni e tirò fuori il suo cazzo grosso, venoso e già bagnato di liquido preseminale. Prese un preservativo e lo srotolò lentamente sul suo membro.
«Voglio sentirti stretta intorno a me,» disse con voce bassa, posizionandosi tra le mie gambe aperte. «Voglio scoparti mentre succhi tuo marito.»
Appoggiò la cappella coperta dal lattice contro la mia entrata e spinse piano, ma deciso. Entrò centimetro dopo centimetro, allargandomi con il suo cazzo grosso. I miei gemiti erano attutiti dal cazzo di Alex mentre Markus mi riempiva completamente.
«Cazzo… sei stretta,» ringhiò Markus, cominciando a muoversi con spinte lente e profonde.
Alex mi teneva la testa con una mano, scopandomi la bocca con ritmo crescente, mentre Markus aumentava il ritmo tra le mie gambe. I loro corpi mi usavano da entrambi i lati, sincronizzati in un piacere condiviso.
In quel momento avevo capito cosa vuole dire essere presa da due uomini.
Alex guardava la scena con gli occhi lucidi di eccitazione. «Cazzo… guardati, amore,» ansimò. «Sei così bella mentre vieni scopata da un altro uomo…. voglio venire in bocca mentre lui ti fa impazzire.»
Markus sorrise contro il mio collo, poi si sollevò un po’ per guardarmi meglio. Una mano scese tra noi e cominciò a massaggiarmi il clitoride con il pollice, in cerchi rapidi e precisi, mentre il suo cazzo continuava a martellarmi con colpi profondi e regolari.
«Vieni per me, Anna,» disse con tono autoritario. «Lasciati andare.»
Il piacere saliva rapidamente, incontrollabile. Le spinte di Markus erano perfette: profonde, costanti, e il mio corpo iniziò a tremare. Le gambe si irrigidirono, i muscoli della fica si contrassero intorno al suo cazzo.
«Oddio… sto venendo!» urlai intorno al cazzo di Alex, la voce soffocata.
L’orgasmo mi travolse come un’onda violenta. Il mio corpo si arcuò sul letto, la fica che pulsava e stringeva spasmodicamente il cazzo di Markus mentre schizzavo sui suoi addominali e sul lenzuolo. Gemetti forte, un suono lungo e soffocato dal cazzo di Alex.
Markus non si fermò continuando a scoparmi attraverso l’orgasmo, prolungandolo.
«Brava ragazza… così,» disse con gli occhi fissi sul mio viso distorto dal piacere. «Vienimi addosso… bagnami.»
Alex, vedendomi venire in quel modo, non resistette più. Mi afferrò i capelli con più forza e spinse il cazzo fino in fondo nella mia gola.
«Sto venendo, amore…».
Il suo sperma caldo esplose nella mia bocca in potenti getti. Ne ingoiai quanto potei, il resto mi colò dagli angoli delle labbra mentre continuavo a succhiare, tremando ancora per l’orgasmo.
Markus rallentò e uscì da me con un suono umido. Si tolse il preservativo lucido dei miei umori con un gesto rapido e si accarezzò il cazzo ancora duro, guardandomi con soddisfazione.
Io in mezzo a loro due, amata e usata, Alex che godeva della mia “sottomissione” al bull, il bull che sapeva esattamente come spingere i pulsanti giusti senza superare il limite.
Capii una cosa: questo era il cuckold vero. Non solo sesso. Era amore, gelosia, possesso condiviso e piacere puro, tutto insieme.
Alex si chinò a baciarmi la fronte, la voce tenera ma ancora carica di eccitazione.
“Sei stata incredibile, amore mio” disse Alex
Guardai negli occhi mio marito. “Ti amo da morire… ma mentre Markus mi leccava e mi scopava, per un attimo ho dimenticato tutto. C’era solo il piacere di essere lì in quel momento “
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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